War Thunder entra in una nuova era - Speciale

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War Thunder entra in una nuova era - Speciale

L’aggiornamento, come probabilmente saprete, è già disponibile da diverse settimane, ed è possibile provare per mano quanto sia visibilmente migliorato sia su PS4 che PC. Noi, con l’occasione, abbiamo avuto modo di fare una chiaccherata con il producer riguardo le novità principali dell'aggiornamento, ma non solo. In queste settimane siamo riusciti a provare estensivamente i veicoli protagonisti di questo aggiornamento e ci sentiamo liberi di definirli come una delle migliori esperienze del gioco.

Partendo da una breve lista di quelli che sono i nuovi top tier introdotti troviamo il Leopard 2K per la Germania, il T-64B per la Russia, il Challenger per la Gran Bretagna, l’AMX-30B2 Brenus per la Francia e l’M1 Abrams per gli Stati Uniti, accompagnati da due carri premium di tier V, pensati appositamente per velocizzare l’ottenimento dei nuovi veicoli: il Magach 3 e l’AMX-30. Come era facile immaginare, la differenza di gameplay con i carri della seconda guerra mondiale è lampante, ma a differenza dei precedenti “top tier”, ritorna parzialmente quell’elemento caratteristico dei primi momenti di gioco: la possibilità di sopravvivere a più di un colpo. I nuovi carri da combattimento sono infatti caratterizzati da armature composite altamente resistenti ai colpi, obbligando ancora una volta i giocatori a cercare il punto debole del carro, ad aggirare o – come accadeva solamente durante i primi momenti del gioco – ad eliminare l’equipaggio colpo dopo colpo. Tutti – o “quasi” (vedremo più avanti) – i nuovi veicoli sono infatti dotati di una corazza frontale della torretta particolarmente resistente, obbligando alla ricerca di colpi laterali o mirati direttamente al cannone.

M1 Abrams
Il primo dei nuovi Carri da Combattimento di cui parleremo è senz’altro uno dei più attesi, nonché il secondo più moderno del gioco: l’M1 Abrams. Progettato e prodotto negli Stati Uniti, il Carro Armato da Combattimento M1 Abrams è stato uno dei principali protagonisti durante l’operazione Desert Storm e vanta, ancora oggi, di più di 9000 esemplari, distribuiti tra diversi paesi tra cui Australia ed Egitto. Con un motore di 1500hp ed una velocità massima di ben 70 km/h, l’M1 – da non confondere con i più avanzati A1M1 -  è dotato di un cannone da 105mm e ben 3 mitragliatrici. Capace di equipaggiare sia HESH, HEAT e APFSDS, il cannone è adatto per penetrare praticamente qualsiasi altro veicolo del gioco, ad eccetto del corazzato sovietico T-64B, danneggiabile soltanto se colpito nell’ottica dell’artigliere.
Nel bilanciamento attuale, l’M1 si piazza a 9.7, come il miglior carro del gioco. Veloce, potente, in grado di ricaricare in meno di sette secondi e dotato di una spessa corazza composita sulla parte frontale del carro e della torretta, capace di assorbire quasi sempre il primo colpo ma solo se allo stesso livello del terreno: soffre particolarmente i colpi sulla superficie superiore.
Estremamente debole se preso sulla fiancata, dispone anche di un particolare sistema di sicurezza pronto a isolare l’equipaggio da eventuali combustioni. Si tratta insomma del carro perfetto per aggiramenti o per conquistare i punti di controllo, senz’altro un ottimo veicolo “end game” per chi utilizza gli americani e un incentivo per raggiungere la fine dell’albero. Sfortunatamente lo stesso non si può dire per il Magach 3, un carro premium di provenienza israeliana pensato per accelerare l’acquisizione dei Rank VI ma non particolarmente performante, con un cannone non abbastanza potente per il Battle Rating a cui spesso si ritrova.

Challenger
La punta di diamante del Regno Unito è invece il Challenger, progettato originalmente sotto richiesta dell’Iran, in cerca di una variante aggiornata del Chieftain, ma successivamente venduto al Regno Unito.
Con uno stile di gioco simile ai primi Chieftain, il Challenger è dotato di una torretta particolarmente corazzata, rivestita frontalmente – e parzialmente anche di lato – con un’armatura composita in grado di sopportare fino a 470mm di penetrazione da corpi solidi e 750mm per i chimici. Praticamente invulnerabile a tutti i colpi del gioco. Dotato anche di un cannone leggermente più potente della controparte americana, non dispone della stessa immunità agli incendi, caratterizzandosi anzi per una accentuata probabilità di prendere fuoco, a causa della disposizione dei serbatoi.
Come tutti i carri inglesi, stabilizzatore e precisione dell’arma principale sono sempre una qualità garantita, nonostante in questo caso la ratio di fuoco non brilli particolarmente, posizionandosi ultimo nella classifica dei top tier attuali. Ottimo contro le corazze sovietiche ma facile da mettere in difficoltà con un Leopard 2K.

Leopard 2K
Questo ci porta quindi a parlare del Leopard 2K, nuova versione del già ottimo Leopard A1A1, anch’esso posizionato al Battle Rating 9.0 del Challenger ma costruito secondo ingegneria tedesca: agilità prima di tutto.
Costruito nel 1979 ed esportato in diversi paesi del mondo, il Leopard 2 viene ancora oggi aggiornato di anno in anno con nuove tecnologie, corazze ed armamenti. Nonostante questo, prima del 2017 in Turchia, il Leopard non ha mai partecipato ad alcuna azione di guerra.
Come il KPz-70 in precedenza, anche il Leopard 2K offre uno stile di gioco particolarmente dinamico, incentrato su imboscate, aggiramenti o colpi rapidi da una copertura. Con una velocità di oltre 70km/h ed un’accelerazione capace di raggiungere i 40km/h in meno di 3 secondi, il Leopard 2K si attesta come il carro più agile del Rank VI ma anche il più fragile. Mentre infatti con gli altri carri già citati è importante saper mirare ai punti deboli del nemico, con il Leopard 2K basta sparare su un qualsiasi punto del carro per fare breccia, tanto che con una mitragliatrice di calibro .50 è possibile perforarne la corazza laterale. Come se non bastasse, avendo delle munizioni immagazzinate nella parte frontale del carro, può essere soggetto a esplosioni interne.
In compenso, oltre all’assurda velocità, dispone anche di una velocità della torretta sopra la media, di una depressione dell’arma al pari dell’Abrams e di un ottimo rateo di fuoco. Insomma, come il KPz-70, lo si potrebbe definire un Ru 251 di ultima generazione.

T-64B
Diametralmente opposta come mentalità, l’ingegneria russa pone al primo posto la sicurezza del carro e del proprio equipaggio, mettendo completamente da parte la velocità. In fondo, quando si ha una corazza frontale impenetrabile non c’è motivo di usare la retromarcia (che nel caso del T-64B raggiunge un impressionante “massimo” di 4km/h). Impenetrabile nel vero senso della parola, con una corazza composita capace di assorbire 440mm ed una torretta coperta anche lateralmente con un’armatura composita di produzione russa, capace di resistere ad ogni colpo. Al contempo, il veicolo non offre quasi nessuna armatura laterale, forzando il giocatore a non esporre mai il fianco. La stessa mentalità la si può applicare al cannone ed alle sue munizioni, capaci di penetrare fino a 475mm – quindi ogni carro del fronte occidentale – ma penalizzato da una depressione estremamente sotto la media ed una lentezza generale sia del cannone che della torretta. Problemi che verranno meno con l’arrivo del T-80, già previsto per il prossimo futuro di War Thunder.

AMX-30B2 Brenus
Per quanto vorrei poter dire di più, la situazione del carro da combattimento francese AMX-30B2 Brenus non mi permette di esprimer particolarmente a lungo. Versione aggiornata dell’AMX-30, un carro degli anni 60, fatica sotto quasi tutti i punti di vista, tanto da diventare quasi inutile quando viene accoppiato insieme a degli Abrams. Cosa che, con il suo 8.7 di Battle Rating, capita praticamente quasi sempre. Anche quando per puro caso si riesce a finire in una partita dello stesso livello, l’AMX 30B2 Brenus si rivela essere completamente nella media: poca capacità di sopravvivere ai colpi, buona mobilità e una penetrazione insufficiente. Se poi consideriamo l’assenza di un qualsivoglia stabilizzatore, lo si può definire essenzialmente uno dei peggiori carri del Rank VI.

 



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