War Thunder - Arriva la Regia Aeronautica Italiana

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War Thunder - Arriva la Regia Aeronautica Italiana

Nonostante fosse oramai confermata da anni, molti hanno smesso di crederci, tanti addirittura hanno smesso di giocare fino ad eventuali ulteriori conferme. Ebbene, alla fine è arrivata: la Regia Aeronautica Italiana atterra su War Thunder, segnando l'introduzione permanente di una nuova nazione, l'Italia.

Asse ed Alleati
Questo aggiornamento, oltre ad avere una serie di implicazioni “patriottiche” per la community italiana, è in realtà qualcosa che serviva da moltissimo tempo per ristabilire una sorta di equilibrio nel matchmaking del gioco. Come saprete War Thunder offre tre diverse modalità, con tre diversi livelli di realismo (sia danni che fisica) e – nel caso di Simulatore – anche un sistema di controlli completamente rivisitato. Chi è abituato a giocare in Arcade mode non noterà cambiamenti, ovviamente, ma l'aggiunta di una terza forza per l'asse significa molto per chi invece è dedicato principalmente a Realistico e soprattutto Simulatore. Quando tutto procede correttamente - cosa che nel matchmaking di War Thunder non è sempre lecito aspettarsi – si hanno match tra le due fazioni ben divise asse e alleati. Fino ad oggi però gli alleati hanno avuto da sempre una maggiore varietà di scelta, sia sugli aerei che sui carri, rendendo più stantio il meta dell'asse e leggermente più imprevedibile quello degli alleati. Con questo aggiornamento la situazione per gli aerei è destinata a cambiare, sperando che lo stesso accada anche per i carri armati.


Altro che le frecce tricolori.

Una "forza" dimenticata
Nonostante oggi non venga molto ricordata la Regia Aeronautica Italiana aveva in realtà a disposizione una vasta gamma di velivoli, anche all'avanguardia. Progettati dalle migliori industrie dell'epoca (Fiat, Piaggio) e in alcuni casi anche molto apprezzati a livello internazionale, erano contraddistinti da un arsenale non eccessivamente potente ma da una discreta agilità, capace di rivaleggiare con i modelli di provenienza giapponese. L'Italia, tra l'altro, fu la prima ad usare degli aerei in combattimento, oltre a inventare l'idea del parà. Sfortunatamente, nonostante una produzione di qualità, i nostri aerei erano anche caratterizzati da produzioni limitate, mancanza di risorse e - nell'insieme – scelte sbagliate di un governo corrotto. Senza contare che alcuni tra i migliori design vennero sviluppati solamente verso la fine della guerra, finendo per non essere nemmeno utilizzati.


La versione premium del G.55

Agilità senza troppi compromessi
Per questa inaugurazione del ramo italiano, Gaijin ha introdotto un totale di 35 aerei, compresi quelli già inseriti in precedenza sotto l'albero tedesco: i biplani Cr.32, il Folgore e l'intera linea degli Sparviero. Grazie ad un piccolo aiuto anche dal publisher, ho avuto modo di provare tutti gli aerei per ora disponibili, sia in arcade che in realistico e non c'è alcun dubbio: la linea dei caccia Macchi/Fiat è una delle migliori del gioco.
Dopo una partenza abbastanza standard, improntata all'agilità, a partire dal terzo tier se ne cominciano a vedere delle belle. Si parte con il micidiale Fiat G.55 (disponibile anche come premium), una belva impostata a 4.3 di battle rating, dotata di 3 cannoni da 20mm e 2 da 12,7mm; leggermente meno agile di uno Spitfire od uno Zero, ma dotato di armamenti migliori. Si finisce con il G.91, un jet di produzione Fiat che – finché si mantengono velocità inferiori ai 600km/h – è capace di virare più velocemente di qualsiasi altro jet disponibile in gioco, ha buoni armamenti ed è dotato di 38 razzi, capaci di distruggere in un sol colpo bunker o carri armati pesanti. Meno soddisfacente invece la linea degli assaltatori, fornita di un P.108B con un cannone da 102 mm, ma con larghi buchi di BR tra un veicolo e l'altro.
Diverso invece è il discorso per la linea di ricerca dei bombardieri, in parte deludente. Che sia uno Sparviero o un Z1007, tutti i nostri bombardieri sono caratterizzati da bombe piccole o poco numerose, rendendo così l'utilizzo a Realistico quasi frustrante.
Infine non c'è traccia dei Reggiane, aerei fabbricati verso la fine della guerra, che potrebbero davvero fare la differenza per l'asse.ù


Il G.91 in tutto il suo splendore.

A quando le navi? Ed i carri?
Tirando le somme, l'Italia rappresenta un ottima via di mezzo tra la potenza degli armamenti tedeschi e l'agilità degli aerei giapponesi. Capace di strappare una vittoria ad ogni tier e decisamente favorita sul 4.3 e sul 7.0/8.0, soprattutto per chi possiede l'aereo premium G.55S.
Non resta che aspettare l'arrivo dei Reggiane, già annunciati, oltre ad un rinvigorimento degli assaltatori, una linea di ricerca dedicata all'aeronautica navale e – chissà – l'annuncio delle forze armate di terra.


Atterraggi di fortuna.



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