No70: Eye of Basir - Recensione

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No70: Eye of Basir - Recensione

Uno degli aspetti che apprezzo maggiormente nel mercato indie è l'internazionalità da cui possono prevenire, offrendo punti di vista o storie di culture che è raro poter approfondire. Ad esempio vi è Aurion: Legacy of the Kori-Odan, un RPG in 2D realizzato interamente in Africa, come vi è Path Out, sviluppato da un rifugiato siriano e molti altri esempi provenienti da paesi che qualche anno fa non ci saremmo mai aspettati di veder apparire su Steam. In questo caso il paese non è così inaspettato, se si considera che è il luogo di nascita di Mount&Blade, ma la Turchia rimane comunque un luogo ancora in ritardo su certe tecnologie, con una cultura che difficilmente è possibile osservare in un videogioco.


L'atmosfera all'interno della casa è molto accattivante.

Viaggio in Turchia
No70: Eye of Basir è un avventura grafica di stampo tendenzialmente horror, che racconta le vicende dei due fratelli Aras ed Erhan alle prese con i misteri della casa al numero 70 e del misterioso manufatto chiamato L'Occhio di Basir. Abitazione in cui hanno vissuto l'infanzia in compagnia della nonna, la casa al No70 è ora un luogo buio e in disuso, nonché l'ultimo luogo che Erhan, uno dei due fratelli, ha visitato prima di scomparire nel nulla. L'unica cosa che Aras sa è che nella loro adolescenza quella casa ha mostrato segni evidenti dell'esistenza del paranormale.


Lo stesso vale per l'atmosfera dell'intero gioco.

Gioco da screenshot
Il gioco si apre quindi nei panni di Aras, arrivato all'appartamento della nonna – oramai deceduta – in cerca di indizi per poter capire che fine abbia fatto il fratello. La direzione artistica del gioco, sia in questo primo frangente che nei due capitoli successivi, è sicuramente di buona qualità, abbastanza da poter offrire scorci visivi estremamente affascinanti anche con una modellazione poligonale essenziale. Allo stesso modo anche il doppiaggio, presente solo per alcune scene parlate, è di buon livello, a dimostrazione che Oldmoustache Gameworks ci ha apparentemente tenuto particolarmente all'aspetto tecnico del gioco.


Con la lente sarà possibile osservare un mondo "diverso"

Carenza di idee...
Il problema nasce invece nel gameplay stesso, che come abbiamo già accennato vanta l'essere un titolo horror basato sui puzzle, mentre alla fine ricorda molto più un semplice walking simulator con ambientazioni più cupe ed una – ahimè – assenza di puzzle veri e propri. In ogni capitolo non si deve infatti far altro che esplorare la piccola area circostante in cerca dell'oggetto necessario per poter procedere, per poi finire in un'altra area – sempre a corridoio – dove cercare l'ennesimo oggetto da inserire in un determinato buco o fessura e infine nel dover tornare fino all'inizio per poter usare il terzo nuovo oggetto trovato verso la fine del capitolo. Tutto questo sempre in maniera piuttosto lineare, senza alcun tipo di puzzle: l'unica sfida è esplorare più volte l'area per capire dove infilare la chiave appena trovata.


A questo punto della - breve - storia, mi ero già perso.

... E di mezzi
A questa pochezza di gameplay sfortunatamente si aggiungono anche alcuni tentativi di jump scare, non proprio conformi al tipo di gioco che viene suggerito nella descrizione, ed una trama poco chiara, dovuta probabilmente alla volontà degli sviluppatori di non guidare minimamente il giocatore, lasciando a lui sia la comprensione degli eventi che la ricerca degli obiettivi. Ad esempio, per poter attivare un evento in cui una porta sbarrata inizia ad aprirsi da sola, il giocatore dovrà cercare un fusibile da inserire nel generatore in cantina. Non saprà mai qual'è la correlazione tra i due eventi, né vi sono indizi dediti a spiegarlo; basterà semplicemente attivare l'attivabile senza farsi troppe domande sul perché.

Conclusione
Detto ciò, No70: Eye of Basir non è un pessimo titolo, tuttavia al meglio delle sue qualità non è in grado di risultare altro che un titolo mediocre, probabilmente con delle ambizioni eccessive per essere un primo gioco, ma che lascia però ben sperare sul futuro degli sviluppatori nel caso in cui riescano a superare il “battesimo del fuoco”.


In queste immagini vi ho mostrato praticamente metà del gioco.




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