Friday The 13th: The Game - Recensione

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Friday The 13th: The Game - Recensione

“Si narra spesso di una vecchia leggenda, non una di quelle che si racconta ai bambini prima di mandarli a letto, ma una di quelle raccapriccianti, spesso utili per evitare che l'infante faccia qualcosa di sciocco.
Una storia che racconta di uno spiacevole incidente avvenuto in una piccola località estiva chiamata Cristal Lake: un bambino deforme annegato per una distrazione degli animatori. Un bambino che - in seguito all'uccisione della propria madre in cerca di vendetta - ha intrapreso la sua stessa strada, tornando in vita e uccidendo qualsiasi persona si fosse avvicinata al lago maledetto durante il giorno del proprio compleanno. Venerdì 13. Una leggenda che durante gli anni ha portato all'assassinio di oltre 100 persone. “


Dalla faccia dei personaggi è possibile determinare quanta paura stanno provando e quanto quindi brilleranno agli occhi di Jason.


Che siate esperti di cinema o meno, avrete sicuramente sentito parlare della saga di Venerdì 13 o almeno del suo protagonista con la celebre maschera da hockey (tanto celebre da apparire tra i personaggi di Mortal Kombat X). Composta da 10 capitoli la saga fu la principale fonte d'ispirazione per la cinematografia conosciuta come slasher: un sottogenere dell'horror caratterizzato da una particolare attenzione da parte del regista nell'uccidere i protagonisti in maniera più fantasiosa possibile, tendendo quasi ad una parodia del genere horror, con i classici cliché e personaggi stereotipo. Sfortunatamente, a causa di ritardi, mancanza di idee ed una sfortunata cessione a New Line Cinema, il brand cinematografico è oramai – almeno per il momento – morto del tutto, questo non impedisce però la nascita di un gioco ufficiale della saga.
Friday The 13th: The Game è quindi il secondo titolo ufficiale di Venerdì 13, dopo l'infame tie-in videoludico uscito su Nintendo. Seguendo le tendenze del momento, non si tratta però di un tie-in ma di un titolo completamente multiplayer che vede fino a sette giocatori nei panni di teenager, costretti ad aiutarsi – o meno – per sopravvivere alle grinfie dell'ottavo giocatore: Jason Voorhees. Un'idea che abbiamo già avuto modo di vedere in Dead by Daylight, ma che qui viene arricchita ulteriormente, rivelandosi una delle esperienze multiplayer più interessanti del 2017.


Non mancheranno sequenze splatter.

Varietà di obiettivi
Il principale difetto di Dead by Daylight era infatti la scarsissima longevità, che nonostante la continua introduzione di personaggi ed assassini non è mai riuscito ad offrire ai giocatori un flusso di gioco differente. In Friday The 13th, nonostante alla lunga scada inevitabilmente nella ripetitività, è invece permessa maggiore libertà ai giocatori, in grado di vincere la partita in quattro diversi modi: riparando la barca o la macchina, fuggendo con la polizia e – addirittura - uccidendo Jason Voorhees. Obiettivi che sono poi a loro volta suddivisi in multiple fasi, come ad esempio cercare i pezzi di ricambio per la vettura o riparare la linea telefonica in modo da poter chiamare la polizia. Fasi che poi possono variare in base alla generazione del livello, per il quale sfruttando le 3 ambientazioni disponibili, il gioco genera casualmente la posizione delle risorse, dei veicoli e del rifugio di Jason. Il risultato è che nonostante la scarsa disponibilità di mappe, la grandezza delle stesse e la varietà di situazioni riescono a quadruplicare l'effettiva longevità del gioco.


Verso la libertà.. forse?

Quando essere penalizzati diverte
Se quindi giocare con i teenager è alla fine un'esperienza piacevole e divertente, vi lasciamo immaginare quanto possa essere soddisfacente quella di Jason. L'attenzione da parte degli sviluppatori a ricreare perfettamente le stesse sensazioni provate nei film è incredibile: Jason è infatti una macchina di morte inarrestabile.
Lento e implacabile, il giocatore dietro la maschera potrà sempre identificare i movimenti dei giocatori e seguirne gli spostamenti. Soprattutto se all'interno di case ed altre struttura, visto che – in caso siano popolate - appariranno rosse brillanti agli occhi di Jason. Se questo non bastasse, gli sviluppatori si sono presi anche qualche libertà creativa per quanto riguarda i poteri, cercando di simulare l'asfissiante costanza di Jason nei film attribuendogli dei poteri che gli permettono di teletrasportarsi sulla mappa o per brevi tratti. Il risultato è uno scontro indiscutibilmente impari, che proprio per questo motivo riesce a dare più emozioni sia come assassino imbattibile che come semplice teenager.


"love"


Fan-service a gogo
Se poi avete avuto modo di vedere i film recentemente noterete come Friday The 13th sia una vera e propria lettera d'amore alla saga, con ambienti ricostruiti in maniera più verosomigliante possibile, tanto da poter riconoscere anche le stesse porte. A questo va poi aggiunto un comparto audio d'ottima fattura, capace di sfruttare sapientemente l'ampio repertorio di musiche e suoni dei film, in modo da rievochemarvelggiare esattamente la stessa ambientazione.
Non sarà forse tra i titoli multiplayer più longevi, ma anche senza la campagna single-player (in arrivo durante il 2018) si rivela essere un'esperienza sorprendentemente positiva., in cui l'unico errore è stato prezzarlo ad una cifra troppo elevata per i contenuti attuali.


Non si può fuggire a lungo.


"No"



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